I programmi di screening consentono di identificare un numero di bambini con diabete di tipo 1 nelle fasi precoci della malattia (early stage 1), quando sono ancora asintomatici. Una volta individuati, questi bambini e le loro famiglie si trovano a convivere con la consapevolezza di un rischio significativamente aumentato di sviluppare un diabete di tipo 1 clinicamente manifesto, cronico e insulino-dipendente, pur non disponendo, nella maggior parte dei casi, di un percorso assistenziale strutturato e dedicato.
Studi condotti in Australia, basati su focus group e conversazioni facilitate tra genitori e operatori sanitari, hanno evidenziato come le famiglie esprimano un forte bisogno di programmi di educazione e supporto, di strumenti per affrontare l’incertezza legata all’evoluzione della malattia e di informazioni aggiornate sulle terapie in grado di modificarne il decorso. È inoltre emersa la necessità di poter contare su professionisti sanitari specificamente formati per accompagnare le famiglie nella gestione degli aspetti emotivi e decisionali associati a questa condizione di rischio.
Queste evidenze risultano particolarmente rilevanti anche nel contesto italiano. Con l’avvio del programma di screening previsto dalla Legge 130/2023, diventa infatti fondamentale sviluppare percorsi clinico-assistenziali dedicati, in grado di offrire alle famiglie dei bambini identificati come a rischio un supporto educativo, psicologico e clinico adeguato.
Black SKP, et al. Co-designing a new clinical pathway to support families with children identified as having early-stage type 1 diabetes in Western Australia. Diabetologia. 2026.

