Un ampio studio condotto in Baviera conferma l’efficacia dello screening della popolazione pediatrica per l’identificazione precoce del diabete di tipo 1 (DM1). Tra oltre 220.000 bambini di età compresa fra 20 mesi e 6 anni, lo screening degli autoanticorpi diretti contro le β-cellule pancreatiche ha identificato 590 bambini con diabete di tipo 1 negli stadi precoci (stadio 1 o 2).
Nel corso dei dieci anni di follow-up, 212 di questi bambini sono progrediti allo stadio 3, cioè al diabete clinicamente manifesto, così come altri 5 bambini che erano risultati inizialmente negativi ma avevano sviluppato gli autoanticorpi in controlli successivi. Al contrario, 43 bambini hanno sviluppato un diabete di tipo 1 senza che lo screening iniziale avesse evidenziato autoanticorpi, indicando che il programma è stato in grado di identificare precocemente circa otto futuri casi di diabete su dieci.
Un altro dato rilevante è che il rischio di progressione verso il diabete clinico è risultato sovrapponibile nei bambini con e senza un familiare di primo grado affetto da DM1. Questo risultato rafforza il razionale dello screening universale, anziché limitato ai soli soggetti con familiarità.
Anche in Italia, la Legge 130/2023 ha introdotto lo screening del diabete di tipo 1 nella popolazione pediatrica. I dati provenienti dalla Germania rappresentano un’importante conferma del valore di questa strategia, che consente di identificare precocemente i bambini a rischio, avviare un monitoraggio clinico dedicato e ridurre il rischio di esordio con chetoacidosi.
Winkler C, et al. Screening Children for Early-Stage Type 1 Diabetes. JAMA. 2026.

