Quale indicatore predice meglio il rischio di sviluppare una retinopatia diabetica’ La risposta classica è: ‘il Time in range’, vale a dire la percentuale di tempo passata nell’intervallo accettabile dei valori glicemici (generalmente da 70 a 180 mg/dL). Uno studio ha provato a utilizzare invece il Time in tight range che riduce a 140 mg/dL il valore massimo accettabile (inutile dire che questi valori nella pratica clinica vanno adeguati dal diabetologo a ciascun soggetto). All’inizio dello studio il 64,1% degli adulti con Dm1 analizzati non presentava retinopatia; durante il follow-up il 5,1% ha sviluppato retinopatia e il 23,4% dei casi preesistenti è progredito. Il vantaggio del Time in tight range emerge soprattutto nei pazienti con emoglobina glicata già vicina al target. Il Time in tight range è un nuovo indicatore promettente, ma i dati non sono ancora definitivi.
F.Sebastian-Valles et al.
Time in Tight Range Versus Time in Range for Predicting Diabetic Retinopathy in Adults with Type 1 Diabetes Using Multiple Daily Insulin Injections: A Retrospective Longitudinal Study with isCGM Data.
Diabetes Technology & Therapeutics 2025

